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Man Ray
The Tears (Les deux yeux, le nez et les larmes), 1930
Fotografia new print
18 x 26,4 cm
ManRAY
Biografia Celebre artista dalla straordinaria inventiva, Man Ray è tra i più grandi innovatori e sperimentatori del XX secolo. Affermatosi come uno dei migliori interpreti della poetica surrealista, esegue quadri, sculture, assemblaggi d’oggetti, film d’artista e sperimenta varie tecniche ed espressioni artistiche tra cui la fotografia.

Man Ray (Emmanuel Radnitzsky) nasce a Philadelphia nel 1890 da genitori ebrei di origine russa, emigrati negli Stati Uniti alcuni anni prima. Dopo gli studi secondari e i primi corsi di disegno industriale, frequenta il Ferrer Center ed entra in contatto con Alfred Stieglitz e gli ambienti dell’avanguardia newyorkese.
Dopo le prime opere di ispirazione cubista avvia la sperimentazione di varie tecniche – collage, sculture e assemblaggi, pittura ad aerografo – e inizia a dedicarsi alla fotografia.

Insieme a Marcel Duchamp è il principale animatore del dadaismo newyorkese e promotore di numerose iniziative, dalla fondazione della Società degli artisti indipendenti (1916) e la “Société Anonyme Inc.” (1920) alla pubblicazione della rivista "New York Dada" (1921).
Nascono in questa fase i primi “oggetti d’affezione”, tra cui il celebre Enigme d’Isidore Ducasse.
Nel 1921 si trasferisce a Parigi, dove ritrova Marcel Duchamp, e nello stesso anno ha una personale alla Librairie Six. Realizza i primi Rayographs, che pubblica nel volume Champs délicieux (1922) con prefazione di Tristan Tzara.

Dopo la partecipazione al Salon Dada, che si tiene nel 1922 alla Galerie Montaigne, lavora al film Retour à la raison e si lega al gruppo dei surrealisti, con i quali espone alla Galerie Pierre nel 1925 e in tutte le mostre successive. Rimane a Parigi fino al 1940, dove continua ad esporre sia in Europa che in America.
Dopo lo scoppio della guerra si reca negli Stati Uniti, a Los Angeles dove rimane fino al 1951.

Durante il soggiorno americano conosce e sposa Juliet Browner che sarà anche sua modella e musa ispiratrice. Si dedica soprattutto alla pittura realizzando la serie Equations shakespeariennes e Alphabet for Adults. Tornato a Parigi, continua la sperimentazione fotografica, la creazione di dipinti e oggetti d’affezione.

Nel 1959 l’Istitute of Contemporary Art di Londra gli dedica una grande antologica e due anni dopo gli è conferita la medaglia d’oro per la fotografia alla Biennale di Venezia.
Nel 1966 si tiene la prima grande retrospettiva a Los Angeles al County Museum of Art; nel 1970 ha luogo una mostra itinerante in varie sedi d’Europa, che si inaugura al Museum Boymans van Beuningen di Rotterdam.
L’artista muore a Parigi il 18 novembre 1976.

Le opere di Man Ray sono oggi conservate nelle collezioni permanenti dei principali musei internazionali, tra cui il Metropolitan Museum of Art, il Whitney Museum of American Art, il Museum of Modern Art e il Guggenheim Museum di New York; lo Smithsonian American Art Museum di Washington DC; l’Art Institute of Chicago; il Philadelphia Museum of Art; la Menil Collection di Houston; il J. Paul Getty Museum e il Los Angeles County Museum of Art; il Tokyo Fuji Art Museum; il Museum für Moderne Kunst di Francoforte; il Centre Pompidou di Parigi; la Tate Modern di Londra; il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid e lo Stedelijk Museum di Amsterdam.

Nel corso dei decenni, Man Ray è stato oggetto di importanti retrospettive in istituzioni come il Museum of Modern Art e il Jewish Museum di New York; il Los Angeles County Museum of Art; il J. Paul Getty Museum; il Centre Pompidou; il Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam; le Serpentine Galleries di Londra; la Tate Modern, tra gli altri. Nel gennaio 2025, il Fuji Art Museum di Tokyo ha inaugurato Man Ray of Our Affections: An Exhibition Celebrating the 135th Anniversary of His Birth.
Nel settembre 2025 sono state inaugurate due mostre personali dedicate a Man Ray: Man Ray – Forme di Luce al Palazzo Reale di Milano e Man Ray: When Objects Dream al Metropolitan Museum of Art di New York.
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