Fondazione Marconi
Arte moderna e contemporanea
via Tadino 15, 20124 Milano
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Orario:
martedì - sabato
10 - 13 e 15 - 19
 
 
 
 

 
 

 
 
 
 

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Canova, 1967, Acrilici su legno, cm. 134 x 81 x 15,
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Senza Titolo, 1962, Tecnica mista su tavola, cm. 48,5 × 66,
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Il bersaglio, 1966, Colore acrilico e collage su legno, cm. 122 × 81 × 7,
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Visual Box, 1968, Collage, acrilici e lacca su legno, cm. 110 x 80 x 30,
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Quid tum. Leon Battista Alberti, 2008, Collage, acrilici e foglia d’oro su legno, cm. 130 x 160,
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Borromini, 2008, Collage e acrilici su legno, cm. 130 x 160,
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Gaudì, 2009, Collage e acrilici su legno, cm. 130 x 160,
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Bramante, 2008, Collage, acrilici e sabbia su legno, cm. 130 x 160,
Lucio Del Pezzo at Marconi's - Napoli, Milano, Parigi 1958-1972 - De Architectura 2008-2009
Lucio Del Pezzo ritorna alla Fondazione Marconi, dopo la grande retrospettiva del 1995, con una mostra che presenta al pubblico, al piano terra e al primo piano, le opere storiche dell'artista dal 1958 al 1972 e al terzo piano le opere recenti, acquarelli e disegni, raccolti nel ciclo De Architectura. Le opere esposte illustreranno la carriera artistica di Del Pezzo, dai lavori della metà degli anni Cinquanta a quelli dei primi anni Settanta, e l'ultimo ciclo di lavori realizzati nel 2008-2009. Ripercorrendo idealmente la strada che collega le città in cui l'artista ha operato maggiormente - Napoli, negli anni della formazione; Milano, dove partecipa al fervente clima culturale e dove si stabilisce a partire dal 1979; Parigi, dove abita nel vecchio studio di Max Ernst e dove il suo lavoro acquista respiro internazionale - la mostra intende ricostruire il percorso creativo dell'artista: dall'evoluzione della figurazione neodadaista degli esordi, intrisa di riferimenti alla cultura popolare partenopea, a una geometria razionale di sapore metafisico, dove l'essenzialità delle forme rimanda all'archetipo pur recando il segno di un'attenzione al linguaggio pop. I nuovi lavori riflettono sulle idee architettoniche che hanno ispirato sia gli architetti del nostro tempo, in particolare Antoni Gaudì e Konstantin Stepanovic Melnikov, sia i grandi del passato, tra i quali Leon Battista Alberti, Andrea Palladio, Francesco Borromini e il Bramante, oltre al grande progettista Etienne-Louis Boullée. Questa ricerca prende avvio dall'amore e dalla passione che Del Pezzo ha sempre avuto nei confronti dell'architettura e delle leggi che la guidano. L'artista, infatti, è stato definito da André Pieyre de Mandiargues architetto insubordinato poiché, nonostante le sue opere richiamino il rigore e l'equilibrio propri dell’architettura, "al contrario degli architetti (...) mette il suo punto d’onore a non costruire nulla in cemento o pietra e soprattutto a non produrre nulla che possa servire a qualcosa". Lucio Del Pezzo é nato nel 1933, vive e lavora a Milano. L'artista si forma all'Accademia di Belle Arti di Napoli, sua città natale, e dopo il diploma si reca in Grecia per compiere ricerche archeologiche grazie a una borsa di studio. Verso la metà degli anni Cinquanta si distingue come animatore delle avanguardie artistiche. É tra i fondatori della rivista "Documento Sud" e del Gruppo 58, con il quale espone alla Galleria San Carlo di Napoli nel 1958. Trasferitosi a Milano nel 1960, tiene la sua prima personale alla Galleria Schwarz e l'anno seguente espone negli Stati Uniti, dove vince il premio acquisto, il Carnegie International Award. Nel 1962 su "Art International" compare un saggio dedicato all'artista da Enrico Crispolti, che lo invita alla rassegna "Alternative attuali" organizzata a L'Aquila. Nel 1964 espone alla Triennale di Milano e alla Biennale di Venezia, dove torna nel 1966 con una sala personale e la presentazione di Gillo Dorfles. Nel 1965 partecipa alla mostra inaugurale dello Studio Marconi, con il quale avvia un intenso rapporto di collaborazione e dove terrà numerose personali negli anni seguenti. Nel 1970 ha un'importante antologica da Arturo Carlo Quintavalle nel Salone dei Contrafforti alla Pilotta di Parma, seguita nel 1974 da una retrospettiva alla Rotonda di via Besana a Milano curata da Guido Ballo. Dopo un lungo soggiorno a Parigi torna definitivamente in Italia nel 1977, e negli anni seguenti inizia a lavorare anche come scenografo. Dal 1984 gli è assegnata la cattedra di "ricerche sperimentali sulla pittura" alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Nel 1988 espone a Mosca al Palazzo dell'Arte e nel 1994 alla Casa del Mantegna di Mantova. Nel 2000 l'Institut Mathildenhöhe di Darmstadt presenta la prima grande retrospettiva dell'opera di Del Pezzo. Nel 2001 realizza quattro grandi rilievi ceramici e una statua in bronzo per due stazioni della nuova metropolitana di Napoli ed espone una grande mostra antologica al Castel dell'Ovo. Nel 2004 partecipa alla mostra "Archeologia metafisica" presso il Museo dei Materiali Minimi di Paestum; espone nel 2007 a Palazzo Doria a Loano un'antologica dal titolo "Nello stile italiano".