Fondazione Marconi
Arte moderna e contemporanea
via Tadino 15, 20124 Milano
Tel. +39 02 29 41 92 32
Fax +39 02 29 41 72 78 - info@fondazionemarconi.org

Orario:
martedì - sabato
10 - 13 e 15 - 19
 
La sede espositiva della Fondazione Marconi resterà chiusa dal 15 al 17 aprile
 
 

 
 

 
 
 
 

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Tavola centrale di un Trittico, 2002, acrilico su 9 pannelli accostati, cm. 210 x 150,
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Tavola centrale di un Trittico, 2002, acrilico su 9 pannelli accostati, cm. 210 x 150,
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Tre giudizi sovrapposti, 1996, tecnica mista su acetato stampata su pellicola fotografica, cm. 70 x 50,
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Trittico, 2000, acrilico su carta Canson, cm. 150 x 100,
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Trittico, 2000, acrilico su carta Canson, cm. 150 x 100,
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Trittico, 2000, tecnica mista su carta Canson, cm. 150 x 100,
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Impronta, 1996, acrilici e saponaria su cartoncino, cm. 50 x 35,
Adriano Altamira. Attraverso il Giudizio – Opere e meditazioni sulla Cappella Sistina 1997 - 2007
Il 15 maggio si inaugura, presso la Fondazione Marconi, la mostra di Adriano Altamira Attraverso il Giudizio – Opere e meditazioni sulla Cappella Sistina 1997 – 2007. Adriano Altamira (Milano 1947), è alla sua terza personale con Giorgio Marconi. Le prime due (rispettivamente nel 1979 e nel 1989) erano mostre basate su opere fotografiche e disegni, eseguiti con tecniche particolari: la quasi totalità dell’opera di questo autore è stata infatti dedicata a ricerche sui nuovi media. Altamira ha affrontato la pittura in due sole e distinte occasioni: all’inizio degli anni 80 con la serie delle sue grandi Finestre (1980-1986 ca.) e negli ultimi dieci anni con le meditazioni sul Giudizio di Michelangelo. In una serie di grandi carte ora esposte presso la Fondazione Marconi, Altamira compie infatti una curiosa speculazione pittorica partendo dall’architettura compositiva del grande affresco e trasformandola in una ipotesi formale puramente astratta; dapprima in un severo bianco e nero, e ultimamente anche a colori, usando gamme che sottintendono un voluto e ricercato manierismo - come oro, argento ed altri timbri metallici iridescenti. In queste carte il Giudizio perde il suo volto tradizionale di rappresentazione sacra per diventare una drammatica impronta, quasi la Sindone laica di un’avventura umana spinta ai limiti del possibile.