Fondazione Marconi
Arte moderna e contemporanea
via Tadino 15, 20124 Milano
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Orario:
martedì - sabato
10 - 13 e 15 - 19
 
 
 
 

 
 

 
 
 
 

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Les champs délicieux, 1921-1922, fotografia di un rayograph, vintage print, 22,3 x 17 cm,
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Erotique voilée, Meret Oppenheim & la presse chez Louis Marcoussis, 1933, fotografia, new print del 1980, 40,4 x 30,5 cm
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Femmes, 1934 c., 33 x 22 cm, Port-folio di 26 fotografie stampate nel 1981 da negativi originali (9 x 6 cm) di Man Ray degli anni trenta. Edizione di 35 esemplari pi? 5 H.C.. I negativi di questa edizione sono stati donati al Centro Studi ed Archivio della Comunicazione dell'Universit‡ di Parma che ne garantisce la conservazione e il loro uso per scopi scientifici.
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Mode au Congo, 1937 c., fotografia, new print del 1981, stampata da negativo originale (9 x 6 cm) di Man Ray, 30 x 22 cm, Edizione di 10 esemplari più 4 A.P.
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Autoportrait, 1943, fotografia, new print del 1975, 59 x 42 cm, Edizione di 23 esemplari
Biennale di Venezia, 1975
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Juliet aux Èchecs, 1947, fotografia, new print del 1980, 30 x 23,5 cm,
Man Ray. Fotografie 1920/1950
La mostra vuole dare uno sguardo d'insieme sull'opera fotografica di questo grande artista esponendo una sessantina di fotografie, ritratti, nudi, fotografie di moda, rayographs, il port-folio Femmes e la serie della Mode au Congo, realizzati dall'artista dagli anni Venti fino agli anni Cinquanta.
Fotografo, artista, poeta, surrealista: Man Ray è stato una delle figure artistiche più importanti del Novecento. Negli anni Venti è stato maestro della fotografia di scoperta perché agente della comunicazione estetica, della provocazione e della documentazione. Nessun altro prese tanto sul serio quel mezzo o tentò di integrarlo così completamente nella ricerca dell'arte e della vita quotidiana. Manipolando gli strumenti tradizionali della fotografia nel 1922, ha creato i rayographs, una delle invenzioni più straordinarie del XX secolo per i risultati eccezionali ottenuti con mezzi semplicissimi. Man Ray fotografa l'anima delle cose senza usare la macchina fotografica, appoggia direttamente sul foglio della carta sensibile oggetti come una grattugia, un colabrodo, pettini, triangoli, una sagoma ovale, una rivoltella, una chiave d'albergo, una molla, dei batuffoli, delle asticciole, il profilo della figura di Kiki, la sua modella, la propria mano. Utilizzando la distanza o la vicinanza del foglio sensibile, determina gli spessori, le ombre e per rendere gli oggetti meno identificabili, sovrappone una texture.
Portando ai limiti estremi le possibilità della fotografia, con la luce, nei rayographs Man Ray ha compiuto un'operazione che in seguito proporrà in senso inverso, nelle solarizzazioni, cioè trasformando il segno in immagine dove le forme dei corpi ritratti, attraverso l'azione della luce, si trasformano in puro disegno.