Fondazione Marconi
Arte moderna e contemporanea
via Tadino 15, 20124 Milano
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Orario:
martedì - sabato
10 - 13 e 15 - 19
 
 
 
 

 
 

 
 
 
 

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Achille Perilli
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L'aigle blanc, 1948, tempera su carta pesante, 50 x 32,3 cm,
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Senza titolo, 1949, inchiostro e tempera su carta riportata su tela, 42,8 x 60,8 cm,
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Senza titolo, 1950, inchiostri, pastelli e tempera su carta Ingres riportata su tela, 48 x 62,9 cm,
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Achille Perilli e la Galleria L'Age d'Or, Roma 1950
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Senza titolo, 1954, tempera, inchiostro, carboncino e sabbia su carta Fabriano, 68,5 x 52 cm,
Achille Perilli. Carte 1946-1957. Da Forma 1 all'Esperienza Moderna
La mostra comprende una quarantina di opere su carta, realizzate dall'artista nel decennio 1947-1957. Un periodo di fondamentale importanza per il percorso creativo dell'artista che, dall'adesione al manifesto di Forma 1 insieme ad Accardi, Attardi, Consagra, Dorazio, Guerrini, Sanfilippo e Turcato giunge alla nascita della rivista Esperienza Moderna, fondata con Gastone Novelli nel 1957.
Vera protagonista delle creazioni di questo decennio è la carta, il supporto creativo che Perilli inizia ad amare soprattutto dopo il viaggio a Parigi nel 1947, e che diventa per lui non più solo superficie su cui dipingere ma "materia dalla quale far emergere l'immagine: quella che sta nuotando nel più profondo inconscio. [...] Partire dalla carta significa nel mio lavoro ogni volta ripropormi una metodologia creativa imposta dal tipo di materiale che uso; dai lavori di spessore, di robustezza, di assorbimento, di trasparenza, di ruvidezza, di luminosità, di scorrevolezza, di resistenza, di fragilità, di compattezza, di elasticità..." (Achille Perilli)
Le opere realizzate nei primi anni sono infatti tempere, inchiostri o pastelli che, sulla carta, diventano esplosioni-implosioni di segni che si propagano nello spazio, liberando le immagini dell'inconscio. Successivamente, nel 1951 lo slancio creativo del primo periodo di Forma 1 si modifica. Sul cartoncino il pastello disegna linee sempre curve, i colori diventano cupi. La forma viene abbandonata dall'artista e il segno si fa finalmente autonomo, al di fuori di qualsiasi struttura. Nel 1953-54 i suoi disegni acquistano una nuova struttura mentre i colori si fanno più luminosi, intensi, spesso dissonanti. E' lo stesso colore che diviene lo scheletro del dipinto, come anche nelle carte create da Perilli nel 1957, quando sul foglio compare una continuità di forme e di segni che segue solo un ritmo dettato dal colore.