Fondazione Marconi
Arte moderna e contemporanea
via Tadino 15, 20124 Milano
Tel. +39 02 29 41 92 32
Fax +39 02 29 41 72 78 - info@fondazionemarconi.org

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Dominio sito:
Orario:
martedì - sabato
10 - 13 e 15 - 19
 
 

Sistema, 1976
acrilici su tela, tiranti di ferro e legno
diametro 200 cm - tela: 88 x 280 cm
foto
Ipotesi, 1965
acrilici su tela
100 x 100 cm
foto
Giardino Pensile, 1969
Smalto su legno e alluminio
160 x 140 cm
foto
Architettura. Omaggio a Loos, 1973
Acrilici su tela e cavi
250 x 150 cm
foto
Diagonale, 1984
acrilici su tela
240 x 180 cm
foto
La montagna Sainte Victoire, 1993
Acrilici su tela
200 x 300 cm
foto
Senza titolo, 2010
acrilici su tela
200 x 141 cm
Gianfranco Pardi. Autoarchitettura
Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea
Via Tadino 15 - 20124 Milano - Tel. +39 02 29 41 92 32 - Fax +39 02 29 41 72 78
info@fondazionemarconi.org - www.fondazionemarconi.org
Inaugurazione: 22 marzo 2018 dalle ore 18,00
Durata della mostra: 23 marzoo - 12 maggio 2018
Orario: martedì-sabato 10-13, 15-19 (aperto 15 aprile; chiuso 31 marzo, 25 aprile, 1° maggio) / Ingresso libero

Cortesi Gallery
Corso di Porta Nuova 46/B - 20121 Milano - Tel. +39 02 36 75 65 39
info@cortesigallery.com - www.cortesigallery.com
Inaugurazione: 22 marzo 2018 dalle ore 18,00
Orario: lunedì-venerdì 10.30-19.00 (aperto 15 aprile; chiuso 25 aprile, 1° maggio) / Ingresso libero

Archivio Gianfranco Pardi
Tel. +39 02 36753462 - archiviopardi@gmail.com

Ufficio stampa: Cristina Pariset - Tel. +39 02 4812584 - Fax +39 02 4812486 - cell. +39 348 5109589
cristina.pariset@libero.it
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Con il contributo di
Fondazione Farmafactoring
Via Domenichino 5 - 20149 Milano - Tel. +39 02 49 90 52 04
www.fondazionefarmafactoring.it
Fondazione Marconi e Studio Marconi ’65, in contemporanea con la sede milanese di Cortesi Gallery, dedicano a Gianfranco Pardi un’ampia antologica, a 85 anni dalla sua nascita. Promosso dall’Archivio Gianfranco Pardi, il progetto, a cura di Bruno Corà, mira a presentare integralmente la ricerca dell’artista milanese, imperniata sullo studio dello spazio e sul rapporto tra astrazione e costruzione.La riflessione di Pardi sull’architettura inizia già a partire dalla fine degli anni Sessanta.Con “architettura” l’artista vuole intendere una modalità, un processo creativo, un mezzo attraverso il quale potersi concentrare sulle possibilità costruttive della forma, su esperienze plastiche, che evidentemente rimandano alle utopie dell’avanguardia, al Suprematismo e al Costruttivismo russi e al Neoplasticismo olandese.La rilettura di Malevi?, Tatlin, El Lisitzky e di altri protagonisti di quei movimenti, permetteall’artista di cogliere gli elementi ancora vitali di quelle esperienze artistiche, facendone uno deiprotagonisti e interlocutori più qualificati nelle vicende della pittura e scultura contemporanee.L’ampia antologica intende illustrare lo sviluppo dell’indagine artistica di Pardi in ogni sua fase,dalle prime raffigurazioni di interni ed esterni architettonici degli anni Sessanta – come gli Ambienti e i Giardini pensili – ai lavori successivi degli anni Settanta chiamati, appunto,Architetture. Ai primi anni Ottanta appartengono le serie delle Diagonali, linee rette, il cui ritmo serrato oscilla tra il bianco e il nero, alla ricerca di nuovi montaggi e movimenti. Seguono le Piante e gli Absidi e i cicli intitolati Cinema e Body Building. Negli anni Novanta figurano le serie delle Maschere e della Montagna Sainte Victoire, chiaro riferimento a Cézanne e riflessione totale sulla pittura.
Vi sono poi la serie dei Nagjma, che in arabo vuol dire “stella”, nata dai lunghi soggiorni dell’artista a Tangeri, in una sorta di rievocazione del viaggio verso sud vissuto da Paul Klee o Henri Matisse; e i Box realizzati con scatole di cartone, in cui crescente è l’interesse di Pardi per la pittura, pur sempre con elementi geometrici e riferimenti architettonici. Concludono il percorso i più recenti Senza titolo del 2011, una serie di acrilici su tela in cui la gamma cromatica ridotta a pochi toni, bianchi, neri e grigi, sembra voler richiamare la pittura a fresco.L’opera di Gianfranco Pardi è presente a Milano in importanti collezioni e realtà museali, come le Gallerie d’Italia e il Museo del Novecento che, insieme alla considerevole serie di opere pubbliche e sculture disseminate nel tessuto cittadino documentano lo stretto legame esistente
tra l’artista e la sua città.Tra queste ultime figura la grande scultura ambientale Danza, in piazza Amendola, donata daFarmafactoring nel 2006 per celebrare i suoi venti anni di attività.Fondazione Farmafactoring contribuisce a questo progetto, non solo in virtù dell’importante collezione di opere di Gianfranco Pardi che possiede, ma soprattutto per il perfetto accordo tra queste e lo spirito stesso della fondazione, nel voler combinare rigore e serietà con l’innovazione e l’attenzione al cambiamento.Ad accompagnare le mostre verranno realizzati un video, per documentare la presenza di operepubbliche di Gianfranco Pardi in città, e un volume, pubblicato congiuntamente da FondazioneMarconi e Cortesi Gallery. Edita da Skira e curata da Bruno Corà, la monografia è corredata dalle immagini a colori di tutte le opere esposte; include una ricca selezione di documenti fotografici e apparati che illustrano il fertile cammino creativo di Gianfranco Pardi nel tempo ed è intesa a diventare una pubblicazione di riferimento della sua opera che, per quanto possa apparire semplice ed essenziale, rivela molteplici significati e insospettate complessità.