Fondazione Marconi
Arte moderna e contemporanea
via Tadino 15, 20124 Milano
Tel. +39 02 29 41 92 32
Fax +39 02 29 41 72 78 - info@fondazionemarconi.org

Orario:
lunedì - venerdì
10 - 13 e 15 - 19
 
Avviso ai visitatori:
venerdì 16 giugno l’orario pomeridiano della Fondazione Marconi
sarà dalle ore 14,00 alle 17,00
 
 

 
 

 
 
 
 

Il grande attrattore, 1990
acrilici, carboncini, collage di specchi su tela
248 x 485 cm
 
foto
Famiglia Baj, 1980
carboncino su tela
160 x 270 cm
 
foto
Figura femminile, 1977
vernice e inchiostro su carta
70 x 50 cm
 
foto
Claudia de’ Medici, duchessa d’Urbino, 1975
matita su carta
70 x 50 cm
 
foto
Ubu, 1985
vernice nera su tela
230 x 230 cm
 
foto
Studio per Apocalisse, 1978
vernice nera su tela
200 x 238 cm
 
foto
Studio per “Comizio di Marinetti”, 1985
matita su carta da ricalco
37 x 50 cm
 
foto
Studio per “Omaggio a Queneau”, 1990
matita su carta da ricalco
50,5 x 50 cm
 
foto
Studio per un’illustrazione di “Favole per Giulio”, 1988
matita su carta da ricalco
49 x 50 cm
 
Enrico Baj. Segni e disegni
Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea
Via Tadino 15 - 20124 Milano
Tel. 02 29 41 92 32 - fax 02 29 41 72 78
info@fondazionemarconi.org
www.fondazionemarconi.org
Inaugurazione: 17 settembre ore 19.00
Durata della mostra: dal 18 settembre al 19 ottobre
Orario: martedì - sabato 10-13, 15-19
Ingresso gratuito
Ufficio stampa: Cristina Pariset - tel. 02-4812584
cell. 348-5109589  cristina.pariset@libero.it
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Presi gusto a quei motivi decorativi, all’arabesco,
al ghirigoro, alla linea curva e contorta e al segno
che avvolge e s’ingarbuglia, per svolgersi ancora,
quando si dipana.
Enrico Baj
 
Sono passati dieci anni dalla scomparsa di Enrico Baj.
Le sue opere sono presenti in molte prestigiose sedi espositive.
Una selezione di Dame è ospitata fino al 24 novembre 2013 alla Biennale di Venezia, nel Palazzo Enciclopedico, nell’ambito di una mostra ideata da Cindy Sherman.
Al museo CAMeC di La Spezia fino al 6 ottobre è in corso la mostra Ububaj con i teli di Ubu re.
La Fondazione Pomodoro dal 24 settembre fino al 20 dicembre ospiterà invece la rassegna dedicata all’artista e al suo ruolo da protagonista nel dibattito artistico negli anni Cinquanta e Sessanta dal titolo Enrico Baj. Bambini, ultracorpi & altre storie.
La scomparsa di Enrico Baj, protagonista dell’arte italiana della seconda metà del Novecento, ha lasciato un incolmabile vuoto nel panorama artistico contemporaneo.
Il suo prolifico e multiforme percorso artistico è stato più volte indagato e approfondito nei suoi molteplici aspetti e periodi, tutti raccolti sotto il comune denominatore dell’ironia dissacratoria e del continuo rinnovarsi dell’espressività. Da un lato, il filone ludico e gioioso rappresentato dagli “specchi”, i “mobili”, i “meccani”, i “generali”, le “dame”, le “modificazioni”, i “d’après”; dall’altro la paura del nucleare con le prime figurazioni degli anni Cinquanta e l’impegno civile contro ogni tipo di violenza e aggressività sfociato in grandi opere come I funerali dell’anarchico Pinelli (1972), Nixon Parade (1972) e l’Apocalisse (1979).
Sin dagli anni Sessanta, periodo cui risale l’amicizia tra Giorgio Marconi e l’artista milanese, prima lo Studio Marconi, poi la Fondazione Marconi hanno organizzato numerose esposizioni incentrate sull’opera di Baj, basti citare quelle degli ultimi anni dedicate alle Dame e Generali (2008), ai Mobili animati (2009) e alle Plastiche (2010).
In questa occasione, la Fondazione Marconi intende ricordarlo con una mostra di suoi disegni – tra i quali figurano alcuni inediti – ed esponendo un repertorio pressoché unico e diverso dagli altri per approfondire la conoscenza di Enrico Baj al di là della sua opera “maggiore”.
Verrà presentata al pubblico una selezione di 24 bozzetti realizzati su carta da ricalco; alcuni sono studi preparatori di opere importanti, altri semplici “appunti” in forma di disegno che l’artista tracciava rapidamente sulla carta, quasi di getto, traducendo in forme e personaggi i suoi pensieri. Questi studi preparatori, alcuni dei quali daranno vita a opere importanti, raffigurano stelle, ghirigori, volti stilizzati, forme “nucleari”, personaggi mostruosi, moltitudini di facce e corpi aggrovigliati.
Oltre a questa raccolta sono esposti tre teli: Famiglia Baj (1980), un grandissimo disegno eseguito a carboncino, Studio per Apocalisse (1978) e Ubu (1983), realizzati con dripping di vernice nera su tela.
Ubu è un evidente riferimento all’aspetto teatrale dell'opera di Baj e al suo legame con il Surrealismo di cui è anticipatore Alfred Jarry con il suo Ubu re. Per la messa in scena di quest’opera da parte di Massimo Schuster nel 1984, rappresentata per oltre dieci anni in tutto il mondo, Baj aveva realizzato una cinquantina di marionette in meccano (alcune delle quali sono esposte nella mostra del museo CAMeC di La Spezia). Studio per Apocalisse fa parte di un grande ciclo pittorico, un work in progress iniziato verso la fine degli anni Settanta che durerà fino al 1982. Infine, il Grande attrattore del 1990, un combinatoire composto di 27 pannelli, ideato e progettato nell’arco di sei mesi, è una delle tante opere dedicate alla folla, ed è stato realizzato con un collage di specchi e con l'impiego di acrilici e carboncini. Non mancheranno documenti e cataloghi che attestano la vasta e articolata opera di Baj e la proiezione di alcuni filmati inediti con spezzoni della vita privata e professionale di Enrico Baj.
La mostra di Baj proseguirà allo Studio Marconi ’65 con l’esposizione di grafiche e disegni.