Fondazione Marconi
Arte moderna e contemporanea
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Da martedì a sabato
10 - 13 / 15 - 19
 

Louise Nevelson
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Night Sun I, 1959, legno dipinto in nero, 259 x 165 cm,
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Dawn's Host, 1959, legno bianco dipinto, ¯ 91,5 cm,
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Royal Winds, 1960, legno e oro, 83 x 34,5 x 29 cm,
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The Golden Pearl, 1962, legno e oro, 24 elementi, 198 x 100 x 45 cm,
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Homage to the Universe, 1968, legno dipinto in nero, 275 x 900 x 90 cm,
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Dark Sound, 1968, legno dipinto in nero, 203 x 74 x 30 cm,
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End of Day XXII, 1972, legno dipinto in nero, 87 x 47,5 cm,
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Senza titolo, 1959, ferro e legno dipinto in nero, 117 x 80 x 10 cm,
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Sky totem, 1973, legno dipinto in nero, 145 x 37 x 44 cm
base: 25 x 38,5 x 54 cm,
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Sky Zag IX, 1974, legno dipinto in nero, 65 x 73 cm,
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Senza titolo, 1974, collage di legno naturale e legno dipinto in nero, 90 x 60 cm,
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Senza titolo, 1959, collage su cartone, 76 x 50,5 cm,
Nata nel 1900 a Kiev, nel 1905 si trasferisce con la famiglia negli Stati Uniti. Trascorre l'infanzia a Rockland nel Maine e manifesta una precoce inclinazione per le arti. Dal 1920 si stabilisce a New York, dove studia musica, recitazione e frequenta le gallerie d'avanguardia. Alla fine degli anni venti segue le lezioni della Art Students League e nel 1931 si reca a Monaco di Baviera per studiare con Hans Hofmann, il quale è però costretto a chiudere la scuola entro pochi mesi. Dopo una serie di viaggi in Italia e a Parigi, Louise Nevelson torna a New York e lavora come assistente di Diego Rivera alla decorazione dell'RCA Building e della New Workers' School. Nel 1933 apre un proprio studio e inizia a dedicarsi con continuità alla scultura, creando opere di gusto primitivista realizzate con materiali poveri e naturali. Nel 1935 partecipa alla mostra Young Sculptors allestita al Brooklyn Museum of Art e negli anni seguenti partecipa a diverse collettive. Nel settembre 1941 riesce ad avere una personale alla Nierendorf Gallery, seguita da un'altra a distanza di un anno. In questa fase entra in contatto con molti protagonisti delle avanguardie europee rifugiatisi in America dopo lo scoppio della guerra. Nel 1943, su proposta di Duchamp, la galleria di Peggy Guggenheim Art of This Century organizza una collettiva dedicata alle artiste d'avanguardia, dove la Nevelson espone Column, e dalla metà degli anni quaranta le sue opere compaiono alla rassegna annuale del Whitney Museum. La sua produzione si caratterizza per la totale rinuncia al colore e per la scelta di forme astratte dalla geometria severa e essenziale. Realizza sculture e assemblaggi con materiali di recupero, rigorosamente acromatici, spesso intinti in una pittura nera opaca e coprente. Le dimensioni delle sue opere si amplificano negli anni seguenti, con la creazione di grandi contenitori ricolmi di vecchi oggetti e frammenti di legno variamente sagomati e assemblati, ricoperti di pigmento nero, bianco e colorato. Nella seconda metà degli anni cinquanta tiene diverse personali alla Grand Central Modern Gallery e i maggiori musei americani iniziano ad acquistare suoi lavori. Nel 1962 espone alla Biennale di Venezia, nel 1964 partecipa a Documenta di Kassel e nel 1967 il Whitney Museum di New York le dedica una prima vasta retrospettiva. Dalla fine degli anni sessanta ha diverse personali in tutto il mondo e riceve numerosi riconoscimenti. Realizza opere di respiro monumentale, come la cappella del Buon Pastore per la chiesa luterana di St. Peter a New York (1977) e il gruppo scultoreo Sky Gate - New York per il World Trade Center (1978). L'artista muore a New York il 17 aprile 1988.