Fondazione Marconi
Arte moderna e contemporanea
via Tadino 15, 20124 Milano
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Da martedì a sabato
10 - 13 / 15 - 19
 
La Fondazione Marconi rimarrà chiusa al pubblico dal 21 dicembre 2014 al 6 gennaio 2015
 

Lucio Del Pezzo
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Martirio grande, 1961, tempera, colore ad olio, collage su tela, 160 x 130 x 6 cm,
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Domestica, 1961, tempera, colore ad olio, collage su tela, 100 x 81 x 10 cm,
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Le preoccupazioni di un padre di famiglia, 1961, tempera, colore ad olio, collage su tela, 100 x 75 cm,
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Segnale rosso, 1961, tempera, colore ad olio, collage su tela, 81 x 100 cm,
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Pittura con rotoli, 1962, tempera, colore ad olio, collage su tela, 146 x 114 x 8 cm,
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Omaggio a Conrad Grahle, 1963, colore, acrilico e collage su tela, 100 x 81 x 24 cm,
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I giochi del piccolo principe, 1963, colore, acrilici e foglia d'oro su tela montata su legno, 120 x 75 x 20 cm,
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Grande quadro d'oro, 1964, colori acrilici e foglia d'oro su legno, 162 x 130 x 40 cm,
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Nello stile italiano, 1965, colore acrilico e collage su legno, 200 x 160 x 45 cm,
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Rosebud, 1965, colore acrilico su tela, 51 x 72 cm,
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StËle napolitaine, 1965, colorre acrilico, lacca e collage su tavola, 107 x 193 x 8 cm,
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Losanga, 1965, colore acrilico e collage su legno, 100 x 100 x 45 cm,
Nato nel 1933, si forma all'Accademia delle Belle Arti di Napoli, sua città natale, e dopo il diploma si reca in Grecia per compiere ricerche archeologiche grazie a una borsa di studio. Verso la metà degli anni cinquanta si distingue come animatore d'avanguardia. E' tra i fondatori della rivista "Documento sud" e del Gruppo 58, con il quale espone alla Galleria San Carlo di Napoli nel 1958. Trasferitosi a Milano nel 1960, tiene la sua prima personale alla Galleria Schwarz e l'anno seguente espone negli stati Uniti, dove vince il Carnegie International Award. Nel 1962 su "Art International" compare un saggio dedicato all'artista di Enrico Crispolti, che lo invita alla rassegna Alternative attuali organizzata a L'Aquila. Nel 1964 espone alla Triennale d Milano e alla Biennale di Venezia, dove torna nel 1966 con una sala personale e la presentazione di Gillo Dorfles. In questa fase la figurazione neodadaista degli esordi, intrisa di riferimenti alla cultura popolare partenopea, evolve verso una geometria razionale di sapore metafisico, dove l'essenzialità delle forme rimanda a una dimensione archetipa, che tuttavia reca il segno di un'attenzione al linguaggio pop. Nel 1965 partecipa alla mostra inaugurale dello Studio Marconi, con il quale avvia un intenso rapporto di collaborazione e dove terrà numerose personali negli anni seguenti. Nel 1970 ha una importante antologica ordinata da Arturo Carlo Quintavalle al Salone dei Contrafforti in Pilotta a Parma, seguita nel 1974 da una retrospettiva alla Rotonda della Besana a Milano curata da Guido Ballo. Dopo un lungo soggiorno a Parigi torna definitivamente in Italia nel 1977, e negli anni seguenti inizia a lavorare anche come scenografo. Dal 1984 gli viene assegnata la cattedra di "ricerche sperimentali sulla pittura" alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.