Fondazione Marconi
Arte moderna e contemporanea
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Gianni Colombo
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Campo praticabile, 1970, installazione allo Studio Marconi
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Spazio elastico, 1974, acrilici su tavola ed elastici, nero, 120 cm
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Topoestesia, 1977, legno dipinto, 18,5 x 36 x 13,5 cm
20 x 47 x 28 cm, progetto dell'opera percorribile al suo interno dal pubblico, realizzata e presentata allo Studio Marconi
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After Structures, 1963-1967, legno e lampade con meccanismo elettromeccanico, 60 x 120 cm,
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Strutturazione pulsante, 1959-1971, legno e polistirolo, 120 x 120 cm,
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Rilievo intermutabile, 1959, foglio di gomma teso su tavola, 42 x 42 cm,
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Cromostruttura, 1961, plexiglass e lampada con animazione elettromeccanica, 7 x 37,5 x 4,5 cm,
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Rotoplastik, 1960, legno sagomato e assemblato, h 23 cm,
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Spazio elastico, 1974-1976, acrilici su tavola ed elastici, 60 x 60 cm,
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Cromo-struttura, 1961-1970, plexiglas e lampade con animazione elettromeccanica, 32 x 30 x 30 cm,
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Spazio elastico, 1974-1976, acrilici su tavola ed elastici, 40 x 40 cm,
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Superficie in variazione, 1959, tessuto e meccanismo meccanico, 100 x 100 cm,
Dopo gli studi compiuti all'Accademia di Brera sotto la guida di Achille Funi, nella seconda metà degli anni cinquanta Gianni Colombo (Milano 1937-1993) realizza le prime opere di ispirazione cinetica e programmata. Inizia a esporre presso la Galleria Azimuth e nell'ottobre 1959, con Anceschi, Boriani e De Vecchi, fonda il Gruppo T (cui l'anno dopo aderisce Grazia Varisco), che si propone di indagare la dimensione temporale come fattore essenziale dell'opera d'arte e della sua ricezione, insieme a una ricerca sulla luce e sui fenomeni percettivi. Con il Gruppo T espone alla Galleria Pater di Milano nel gennaio 1960, alla rassegna "Nove Tendencije" al museo di Zagabria nel 1961 e alla mostra "Arte programmata", organizzata a Milano da Bruno Munari e Umberto Eco nel 1962. Nel 1963 partecipa alla Biennale di San Marino e l'anno seguente presenta la sua Strutturazione cinevisuale abitabile alla rassegna "Nouvelle Tendance" al Louvre. Nel 1965, dopo la partecipazione alla terza mostra del gruppo a Zagabria, espone al Museum of Modern Art di New York nell'ambito di "The Responsive Eye" (un suo scritto teorico Sulle ricerche plastiche cinevisuali è pubblicato in catalogo). Si reca in Olanda per partecipare alla mostra "Nul '65" presso lo Stedelijk Museum di Amsterdam, e consolida i rapporti col Gruppo Zero internazionale. Nel 1967, alla rassegna "Trigon" di Graz, presenta l'ambiente Spazio elastico. Con il Gruppo T espone ancora nel 1968 a Grenoble, ma il sodalizio tra i componenti si scioglie poco dopo. Tuttavia Colombo ha da tempo raggiunto una buona affermazione personale, e proprio in quell'anno vince il primo premio alla XXXIV Biennale di Venezia. Dalla fine degli anni sessanta la sua ricerca si rivolge anche al video: nel 1972 presenta Total Furnishing Unit al Museum of Modern Art di New York nell'ambito della mostra "Italy: The New Domestic Landscape". Nel 1975 ha una personale allo Studio Marconi, dove aveva già esposto due anni prima nell'ambito di una collettiva. Riceve diverse commissioni pubbliche, tra cui un monumento alla Resistenza per il comune di Como. Dal 1980 è titolare della cattedra di "strutturazione dello spazio" alla Nuova Accademia di Milano, che dirigerà a partire dal 1985. Nel 1983 tiene un'importante mostra personale alla Galleria Civica d'Arte Contemporanea di Suzzara. L'anno seguente è invitato al Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano e alla Biennale di Venezia, dove ha una sala personale. Nel 1986 realizza le scenografie per Stephen Climax di M. Zender all'Operntheater di Francoforte. Nel frattempo lavora alla serie delle Architetture cacogoniometriche - Archi, lavori ambientali che presenta nel 1992 alla Staatliche Kunsthalle di Baden-Baden.