Fondazione Marconi
Arte moderna e contemporanea
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Da martedì a sabato
10 - 13 / 15 - 19
 

Mario Schifano
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Tutta propaganda, 1963, smalto su cartone kraft intelato, 199 x 118 cm,
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Futurismo rivisitato, 1966, smalto e spray su tela e perspex, 174 x 336 cm,
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Paesaggio TV, 1970, aniline su tela emulsionata e perspex, 115 x 145 cm,
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Camminare, 1965, smalto e grafite su tela, 200 x 300 cm,
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Tempo moderno, 1962, smalto su carta intelata, 180 x 160 cm,
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Corpo in moto e in equilibrio, 1963, acrilici su tela, 200 x 300 cm,
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Congeniale, 1960, smalto su carta intelata, 100 x 150 cm,
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Quadro per un avvenimento, 1964, smalto su carta intelata, 200 x 200 cm,
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Bisogna farsi un'ottica (Franco Angeli Tano Festa), 1965, smalto e grafite su tela, 160 x 300 cm,
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Tuttestelle, 1967, smalto e spray su tela e perspex, 200 x 400 cm,
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Compagni compagni, 1968, smalto e spray su tela e perspex, 200 x 300 cm,
Nato a Holms, in Libia, nel 1934, si trasferisce a Roma nell'immediato dopoguerra. Abbandonati gli studi, lavora come assistente del padre, che è archeologo restauratore del Museo Etrusco di Villa Giulia. Inizia a dipingere tele di matrice informale, che espone nella sua prima personale alla Galleria Appia Antica di Roma. Poi, con Angeli, Festa, Lo Savio e Uncini, tiene la collettiva "5 pittori - Roma '60", curata da Pierre Restany, e la critica inizia ad interessarsi alla sua pittura. Abbandonati i modi informali, realizza opere monocrome con smalti industriali, in cui la carta da imballaggio è incollata sulla tela e ricoperta da un solo colore. Nel 1961 vince il Premio Lissone per la giovane pittura contemporanea e ha una sua personale alla Galleria La Salita di Roma. Dopo un viaggio negli Stati Uniti, dove conosce la pop art, inizia a introdurre frammenti dell'iconografia urbana e immagini di oggetti di consumo nelle sue tele. Lavora per cicli tematici: dai Paesaggi anemici alle serie dedicate alla storia dell'arte come Futurismo rivisitato (1966). Invitato alla Biennale di Venezia nel 1964, l'anno seguente partecipa alla mostra inaugurale dello Studio Marconi, di cui diventa uno degli artisti più rappresentativi. Insieme alle nuove serie di Ossigeno ossigeno, Oasi e Compagni compagni, realizza anche pellicole d'avanguardia come Anna vista in agosto dalle farfalle, che presenta nel 1967 allo Studio Marconi. Dopo l'impegno politico e civile negli anni della contestazione, dal 1970 sperimenta il riporto di immagini televisive sulla tela emulsionata, cui aggiunge interventi cromatici con smalti industriali. Dopo numerose personali nel 1972 espone alla X Quadriennale romana e l'anno seguente partecipa alla rassegna "Contemporanea", ordinata da Achille Bonito Oliva nel parcheggio di Villa Borghese. Nel 1974 tiene una vasta antologica all'Università di Parma, dove un centinaio di opere ripercorrono il suo itinerario. Torna a rivisitare la storia dell'arte con opere ispirate ai capolavori delle avanguardie storiche e realizza nuovi cicli, tra cui Quadri equestri, Architettura, Naturale sconosciuto, Reperti. Oltre a tenere numerose personali in Italia e all'estero partecipa a diverse edizioni della Biennale di Venezia ed è inserito nelle principali rassegne dedicate all'arte contemporanea italiana, tra cui: "Identitè Italienne", 1981, Centre Pompidou, Parigi; "Italian Art of the XX Century", 1989, Royal Academy, Londra; "The Italian Metamorphosis 1943-1968", 1994, Solomon R. Guggenheim Museum, New York (poi trasferita alla Triennale di Milano e al Kunst-Museum di Wolfsburg). L'artista muore a Roma nel 1998.